La sicurezza sul lavoro nella logistica è un tema importante. Se si sottovaluta, si va incontro a conseguenze spiacevoli per i dipendenti e per chi gestisce l’attività o ricopre ruoli di responsabilità.

Vale dunque la pena esplorarlo e proporre alcune delle soluzioni che, pur essendo poste spesso in secondo piano, offrono delle buone garanzie di sicurezza.

Sicurezza sul lavoro nella logistica, un tema da non sottovalutare

Sull’importanza della sicurezza nel lavoro non ci sono dubbi. E’ una tema condiviso, al di là delle mancanze di cui alcuni si rendono colpevoli. Tuttavia, è bene focalizzare l’attenzione nella logistica, che è uno dei settori in cui il rischio di infortuni più elevato. La questione riguarda soprattutto quelle attività che hanno a che vedere con merci pesanti e ingombranti, sebbene tutti gli stock – a prescindere dalle dimensioni e dal peso delle singole unità – rappresentino una sfida.

Pur non potendo essere ridotta esclusivamente a questo, la logistica ha a che vedere con la gestione del magazzino. Dunque, con il posizionamento dei carichi, il quale segue certe regole, finalizzate ovviamente a ottimizzare l’attività nel suo complesso. Anche lo scambio di merci tra strutture può essere ricompreso nella logistica, attività che sottostà alle medesime dinamiche.

Se la movimentazione dei carichi non è supportata da strumenti e dispositivi adeguati, espone gli operatori al rischio infortunio. Ma i rischi sono anche per chi gestisce l’impresa, che è chiamato a rispondere del danno fisico (e non solo) e ovviamente a sanzioni, che possono essere anche molto dure. Il tema, dunque, è certamente etico e sanitario, ma anche economico.

Il problema delle scale e dei piani rialzati

La sicurezza sul lavoro nella logistica è preservata mediante il rispetto di regole ben codificate. Il legislatore, da questo punto di vista, si è dimostrato molto attivo. E’ garantita, per l’appunto, dall’uso di DPI, dispositivi di protezione individuale, e da macchinari che facilitano la movimentazione delle merci dentro e fuori dal magazzino, come i carrelli elevatori.

Tuttavia, il consiglio è di prendere in considerazione anche altri dispositivi, sebbene siano associati dall’immaginario collettivo ad altre attività, magari contigue. Per esempio, i carrelli saliscale. Questi rispondono alla necessità di trasportare la merce su per le scale, quindi da un piano all’altro. Esigenza, questa, che emerge anche durante le attività della logistica.

Il rischio, se si procede con il trasporto a mano è di cagionare danni a se stessi, alla merce e persino alle superfici. Basta un attimo di distrazione, un errore nella presa, ed ecco che la merce rovina per terra o comunque costringe l’operatore a compiere movimenti innaturali, repentini. La conseguenza è intuibile: danni articolari o muscolari, insomma infortuni più o meno invalidanti.

Perché il carrello saliscale

Vale dunque la pena parlare del carrello saliscale come soluzione per il trasporto di merci anche nella logistica. I carrelli saliscale si dividono in due tipologie: manuali ed elettrici. I manuali, come suggerisce il termine, sono movimentati dalla mera forza fisica, e agiscono sostanzialmente come le normali e le primitive carriole. Certo, il design raffinato ottimizza l’uso della forza muscolare, ma la fatica rimane, il rischio di incidenti – seppur edulcorato – idem.

I carrelli saliscale elettrici sono invece movimentati da sistemi automatici. Rappresentano dunque i dispositivi su cui focalizzare l’attenzione, se lo scopo è garantire la sicurezza nel lavoro nella logistica. I sistemi di movimentazione sono sostanzialmente due, e danno vita ad altrettante tipologie di carrelli saliscale.

  • Cingolati. Dotati di cingoli, si muovono esattamente come un piccolo carro armato. Macinano con una certa efficacia superfici irregolari, dunque anche i gradini. In virtù di questo sistema di movimentazione, spiccano per una capacità di carico importante.
  • A tre ruote. Sono carrelli movimentati da gruppi di tre ruote. Sono agili, vantano un design più asciutto. La capacità di carico è buona, ma inferiore rispetto ai cingolati.

Quali carrelli scegliere? Il consiglio è di puntare sui tre ruote. A risultare decisivo è il design compatto. Molto spesso, le scale presenti in magazzino o nei luoghi interessati dalle attività logistiche non vanno molto per il sottile, non puntano alla comodità. Dunque, sono per lo più strette. Il cingolato rischierebbe di non passare o muoversi troppo goffamente.

Per orientarsi nella scelta tra queste due tipologie di carrelli saliscale vi consigliamo di leggere la seguente guida sulle differenze tra saliscale cingolati e saliscale a 3 ruote.

Ovviamente, un carrello saliscale elettrico, benché a tre ruote, non vale l’altro. Il consiglio è di puntare su produttori di grande esperienza, su chi frequenta questo particolare segmento di mercato nella veste di leader.

Produttori come Mario Carrelli, vero pioniere dei carrelli saliscale in Italia. La sua offerta è sterminata, divisa e strutturata per tipologia di merce. I suoi modelli fanno riferimento alle tecnologie più recenti, che riguardano l’autonomia, l’esperienza d’uso e il bilanciamento del carico.

Tra l’altro, Mario Carrelli garantisce alcuni benefit aggiuntivi. Ecco quali.

  • Pagamento rateizzabile a 24, 30, 36 o più mesi.
  • Possibilità sia di noleggio che di acquisto.
  • Garanzia di 3 anni.
  • Servizio di assistenza efficace e tempestivo.