Dimensioni container

Dimensioni container: una guida per conoscerle e sceglierle

Scegliere le dimensioni del container è un compito più difficile di quanto si possa immaginare. Il motivo di ciò risiede nel ventaglio di alternative a disposizione, che sono numerose, e nell’importanza che tale scelta ricopre.

Qualora si optasse per un container inadeguato, infatti, si andrebbe incontro a rischi riguardanti l’integrità della merce e la sostenibilità economica delle spedizioni.

Ne parliamo qui, presentando i rischi di una scelta sbagliata delle dimensioni del container, offrendo una panoramica delle tipologie di container e disposizione, fornendo consigli per prendere decisioni efficaci.

Dimensioni container: perché sono importanti

Scegliere le dimensioni del container è importante in quanto garantisce l’integrità del carico e la sostenibilità delle spedizioni. Per comprendere tale importanza, tuttavia, è utile presentare i rischi di una scelta sbagliata.

  • Sovraccarico. Se il container è troppo piccolo per il volume di merci che si intende spedire, si corre il rischio di non riuscire a caricare la merce nella sua totalità. Ciò può comportare la necessità di noleggiare container aggiuntivi o di effettuare spedizioni separate, aumentando i costi di trasporto.
  • Sottocarico. Di contro, un container troppo grande può portare a spese inefficaci per spazio non utilizzato. Se il container non è pieno, le merci all’interno possono spostarsi liberamente durante il trasporto, con tutto ciò che ne consegue in termini di integrità.
  • Aumento dei costi di spedizione e gestione. Utilizzare un container più grande del necessario può portare a costi di spedizione maggiori, in quanto le compagnie di trasporto spesso calcolano le tariffe in base alle dimensioni del container, indipendentemente dal suo effettivo peso o riempimento. Analogamente, l’utilizzo di più container piccoli può essere più costoso rispetto all’uso di un singolo container adeguatamente dimensionato.
  • Logistica complessa. Una errata gestione dei container può complicare le operazioni di carico e scarico, soprattutto se le infrastrutture esistenti (come gru, carrelli elevatori, spazi di stoccaggio) non sono adatte alle dimensioni del container medesimo. Questo può ritardare l’intero processo logistico.
  • Limitazioni operative. In alcuni casi, le dimensioni del container possono influenzare le opzioni di trasporto. Ad esempio, alcuni container potrebbero non essere compatibili con specifici mezzi di trasporto (come navi, treni o camion) o non potrebbero attraversare determinate rotte logistiche a causa delle loro dimensioni.

Come individuare le corrette dimensioni dei container

dimensioni container

Il primo passo è conoscere le tipologie di container. Queste si differenziano per due criteri: la conformazione e le dimensioni. Per quanto concerne il primo criterio, quello della conformazione, si segnalano:

  • Container refrigerati. Questi container sono equipaggiati con sistemi di refrigerazione per mantenere temperature controllate durante il trasporto. Ideali per cibi, farmaceutici e altre merci sensibili al calore, assicurano la freschezza e l’integrità dei prodotti.
  • Container open top. Senza tetto fisso, questi container facilitano il carico di merci voluminose o alte da sopra. Utilizzati per macchinari, legname e materiali ingombranti, sono coperti con un telone impermeabile per proteggere il contenuto.
  • Container open side. Con uno o più lati che si aprono completamente, offrono accesso facilitato per il carico e scarico di merci larghe o pesanti. Sono perfetti per il trasporto di materiali da costruzione e macchinari.
  • Container tank. Progettati per trasportare liquidi, gas e polveri, questi container sono essenzialmente grandi serbatoi. Utilizzati in vari settori, come chimico, alimentare e agricolo, offrono una soluzione sicura per materiali potenzialmente pericolosi.
  • Container flat rack. Con pareti frontali abbattibili e una base piatta, sono ideali per carichi sovradimensionati e pesanti che non possono essere facilmente contenuti in container standard. Spesso utilizzati per macchinari pesanti, legname e progetti di costruzione.

Per quanto concerne le dimensioni vere e proprie, si segnalano container lunghi 20 piedi e container lunghi 40 piedi.

Entrambi sono larghi 8 piedi, mentre può capitare che quelli da 40 piedi siano un po’ più alti di quelli da 20 piedi.

Ovviamente, a cambiare è anche il volume. Nel primo caso il volume si aggira sui 33 metri cubi. Nel secondo caso, si attesta sui 76 metri cubi. La capacità di carico, per quanto possa sembrare paradossale, è sovrapponibile (26-28 tonnellate per entrambi).

Qualche consiglio per scegliere il container giusto

Scegliere il container giusto significa effettuare una corretta valutazione della merce sia in termini di caratteristiche intrinseche che di dimensioni complessive. Come abbiamo visto, alcuni container sono riservati a merci peculiari, dal potenziale dannoso. Altri, invece, sono riservati a merci ingombranti, che sono difficili da movimentare. E’ anche da queste esigenze la necessità di optare per i contenitori con tetto rimovibile (open top) o per container con parete rimovibile (open side). 

Per quanto concerne le dimensioni, è bene optare per quelli da 20 piedi se il volume è inferiore ai 30 metri cubi. Di contro, è bene optare per i container da 40 piedi per spedizioni dal volume superiore o che pesano più di 25 tonnellate (benché la capacità di carico nominale dei container da 20 piedi sia pari o superiore alle 26 tonnellate). 

Container, dimensioni e materiali: una precisazione sulla merce fragile

Un discorso a parte è quello delle merci particolarmente fragili, e che rimangono tali anche a seguito degli imballaggi più attenti. In questo caso, occorre scegliere con estrema cura il container, in modo che possa essere riempito in maniera adeguata, limitando il movimento della merce all’interno di essi. 

La questione riguarda anche le operazioni di carico e scarico della suddetta merce, che può rivelarsi più complicata del previsto, se lo scopo è preservarne l’integrità. Nella fattispecie, l’impiego dei dispositivi classici come carrelli elevatori e sponde idrauliche potrebbe non essere sufficiente, o richiedere un surplus di impegno e concentrazione che si traduce in una perdita di tempo complessiva. 

Un contributo insolito: i carrelli saliscale

Alla luce di ciò, vale la pena pensare a strumenti alternativi, pensati magari per altri scopi ma che si rivelano utili – e anzi risolutivi – per le operazioni di carico e scarico, di gestione dei container etc.

Il riferimento è ai carrelli saliscale elettrici. I carrelli saliscale elettrici sono pensati per trasportare su per le scale carichi pesanti e ingombranti. Sono movimentati da gruppi di tre ruote e cingoli, in tutto e per tutto simili a quelli dei carri armati e delle ruspe. 

I vantaggi dei carrelli saliscale risiedono nella loro automazione. Rispetto ai carrelli manuali, richiedono l’impiego di un solo operatore, il quale è chiamato a esercitare non già la sua forza fisica, ma solo una leggera guida. Ciò a sua volta previene infortuni, danni ai muscoli e alle articolazioni, cadute del carico. Allo stesso tempo, velocizza le operazioni.

Quale ruolo possono dunque ricoprire i carrelli saliscale elettrici nella gestione dei container? Semplice, possono aiutare a caricare e a scaricare la merce più fragile. Ovviamente, ciò vale solo per i carrelli saliscale più tecnologici, che vantano funzionalità aggiuntive, come per l’appunto quella di autocarico.

Nel caso specifico, il carrello funge non solo da “trasportare” ma anche da sponda idraulica e da transpallet, garantendo efficienza, risparmio di tempo e sicurezza per la merce. 

L’offerta di Mario

Non tutti i produttori di carrelli saliscale elettrici sono capaci di mettere in campo prodotti efficienti e multitasking, capaci di fungere da supporto alle operazioni di carico e scarico.

Tra questi spicca Mario.

Mario è un punto di riferimento per chi cerca carrelli saliscale, per chi vuole imprimere un cambio di passo alle attività logistiche. E’ attivo da molti anni, durante i quali ha frequentato il mercato con approccio pionieristico, introducendo nuove tecnologie e soluzioni.

Da questo approccio, per esempio, è nato Mario Super SC215 SCF. Si tratta del modello di punta, tra quelli finalizzati non solo al trasporto su scala, ma anche alle operazioni di carico e scarico.

E’ un carrello potente, che può gestire anche carichi di 310 kg. E’ alimentato da una batteria di 12 volt, la quale garantisce un’autonomia di 1000 gradini, il ché equivale a decine e decine di operazioni di carico e scarico. E’ anche piuttosto veloce. “Sale” sul container, o su qualsiasi altro vano, nel giro di pochi secondi. 

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